L'applicazione avviene mediante l'insuflaggio delle fibre mediocorte di cellulosa attraverso dei piccoli fori del diametro di 2,5 cm, praticati esternamente o internamente, sufficienti per riempire totalmente l'intercapedine vuota con un soffice ed inalterabile strato di isolante.
La prima serie di fori viene praticata a 100/150 cm di altezza mentre la seconda a ridosso del soffitto. La distanza tra un foro e l'altro è di circa 80/150 cm (a seconda dello spessore dell'intercapedine). Grazie ad una sonda e all'ispezione interna degli appartamenti è possibile controllare che non via siano punti di fuoriuscita del materiale. Vengono anche controllati i cassonetti delle tapparelle e nel caso sigillati internamente.
Una volta praticati i fori si passa alla fase vera e propria di insufflaggio in cui grazie a un macchinario apposito viene immessa nel muro la fibra di cellulosa ad una pressione tale da garantire la perfetta distribuzione e compressione del materiale. Dopo aver controllato che tutte le intercapedini siano state costipate si passa alla chiusura dei fori con un apposito collante tinteggiabile per eliminare le tracce dell'intervento. In ultima fase, con un aspiratore, si ripulisce il sito di lavoro per lasciare l'edificio in perfette condizioni.
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Oltre che nei muri perimetrali, la cellulosa può essere impiegata per l'isolamento del tetto e del sottotetto. Nel caso del tetto si predispone un'intercapedine (se non è già presente) tra il manto di copertura esterno e l'interno dell'ambiente, che viene poi riempita con il materiale.
Per quanto riguarda i sottotetti si può agire in due modi. In entrambi i casi si possono posare grossi spessori, quindi ottenere alti livelli di isolamento, e soprattutto si riescono a risolvere situazioni in cui il fondo non regolare (cavi cementati, travi, massetti irregolari) non permette la posa di pannelli rigidi.
Il primo, molto economico, consiste nello spargere direttamente la cellulosa sulla superficie del sottotetto. Questo si può fare se dal tetto non entrano spifferi o animali che possano muovere il materiale.
Il secondo metodo permette invece di ottenere superfici calpestabili costituite da un telaio in legno, sotto il quale si possono fare passare eventuali impianti e cavi, riempito di cellulosa e successivamente rivestito di tavole. Qui di seguito alcune foto di esempio.