la Ripartizione delle spese

Nel passaggio da un sistema di attribuzione dei costi di riscaldamento puramente millesimale ad uno basato sulla contabilizzazione, occorre in sede di assemblea condominiale, tenere conto che alcuni utenti potrebbero essere soggetti ad un incremento dei propri costi di riscaldamento (appartamenti non coibentati, esposti a nord, situati all’ultimo piano o angolari etc).

La normativa prevede che tutte le quote a consumo "volontario", cioè quelle su cui posso agire direttamente (tramite la valvola termostatica o il termostato di zona), debbano essere distribuite tramite le letture dei ripartitori, mentre le quote comuni "involontarie" (dispersioni delle colonne montanti, perdite in centrale termica, ecc.), vengano ripartite in base ai millesimi. Questi calcoli devono essere eseguiti da un tecnico.

Spesso però, secondo la propria volontà, l'assemblea condominiale stabilisce delle percentuali con le quali ripartire la spesa tra i consumi volontari e quelli involontari, ed eventualmente inserisce dei coefficienti correttivi per gli appartamenti più svantaggiati.

La decisione di come ripartire le spese viene in ogni caso presa in sede di assemblea condominiale. E' possibile anche decidere per il primo anno di ripartire la maggior parte della spesa in base ai millesimi per avere un'idea migliore delle quote, passando via via negli anni successivi ad un sistema di divisione basato sempre più sui consumi effettivi.